Innovare per far fronte all'emergenza #2

a cura di Valentina Archimede - Direzione Agricoltura e cibo Regione Piemonte

 

AZ. AGRICOLA GIUSEPPE POMATO - Incisa Scapaccino (AT)

www.facebook.com/AziendaAgricolaPomatoGiuseppe

 

Ci racconta la storia della sua azienda?

Originariamente è un’azienda di famiglia, poi divisa con mio fratello e ora tutti I terreni che ho, di proprietà o in affitto, li ho acquisiti tutti io in questi ultimi anni, nel sud Astigiano tra Incisa Scapaccino e Castelnuovo Belbo.
Complessivamente ho circa 60 ettari a frutta e verdura, di tutte le tipologie, con 6-7 dipendenti fissi e arrivo a una ventina di persone assunte tramite cooperative.
Vendo sui mercati, faccio anche vendita diretta in azienda e ho aperto un negozio, nella zona di Verbania, a Ghiffa, sul lungolago. E’ un territorio lontano dalla mia zona di produzione ma è un ottimo mercato, dove non c’è concorrenza sul mio prodotto e riesco ad avere un ottimo rendimento con due mercati settimanali e un punto vendita fisso.

Lei ha fatto investimenti proprio nel momento in cui è scoppiata la crisi.

Sì, io lo direi così: “come essere matti anche in momenti difficili”. Quando è partito il primo lockdown, sono saltati tutti gli equilibri, con i magazzini pieni, i mercati fermi e senza entrate in contante. Mi è mancata la terra sotto i piedi. Per non impazzire, i primi 15 giorni li ho passati a fare lavori arretrati; quando l’azienda era perfettamente a posto, ho iniziato a pensare di cambiare sistema e iniziare a produrre per i supermercati, perchè la gente andava soprattutto al supermercato. E così, in pieno lockdown, ho preso in affitto nuovi terreni per 15-20 ettari e iniziato a seminare, per avere I quantitativi adeguati. Così ora faccio sia vendita diretta che grande distribuzione.
Quello che avevo nelle celle, per non buttare via la roba, l’ho venduto alle aziende di trasformazione, magari per pochi centesimi. E con I miei collaboratori di Verbania, che sono persone veramente speciali, ho aperto un negozio, dando anche opportunità di lavoro a persone che sarebbero state in difficoltà, che sta andando bene e forse ne apriremo un secondo.

"In pieno lockdown, ho preso in affitto nuovi terreni per 20 ettari e iniziato a seminare!"

Qual è la motivazione che la spinge a fare questi investimenti?

Al ritorno dalle mie ultime ferie due anni fa, in aereo, tutti quelli che sentivo pensavano già alle ferie successive, e ai sacrifici che avrebbero fatto per potersele permettere. In quel momento io ho pensato che ero felice di tornare ai miei terreni, sono soddisfatto delle ferie che ho fatto, ma volevo soprattutto tornare a fare il mio lavoro di tutti I giorni. Il lavoro deve essere un piacere.

Ha paura dei rischi?

All’inizio avevo debiti, ma lavorando duro, con determinazione e precisione, e cercando di tenere sempre sotto controllo I costi, sono riuscito a sistemare tutto, e infatti oggi non voglio più fare debiti nè finanziamenti, ma fare tutto con le mie forze. Devo ancora aver paura di qualcosa?
Tengo molto ai miei collaboratori e dipendenti, non ho mai avuto problemi con loro e ci posso contare.

Se oggi un giovane come lei volesse fare l’agricoltore, in questa situazione che cosa gli direbbe?

Ho due bambini di 10-11 anni a cui sto cercando di far piacere questo lavoro. Si stanno appassionando e mi accompagnano nel lavoro. Uno è il futuro commerciale, uno è il futuro agricoltore.
Però sto insegnando a loro che possono fare o comprare le cose solo quando ne hanno le possibilità, e in base ai soldi o alle risorse che hanno. E’ giusto essere ambiziosi, ma tutto deve rimanere sotto controllo.