Associazioni fondiarie: nuova vita alle terre marginali

A cura di Giuliana Molineris - Direzione Opere Pubbliche, Difesa del Suolo, Montagna e Foreste Regione Piemonte

 

Le Associazioni Fondiarie nascono con l’obiettivo di recuperare la produttività delle proprietà fondiarie frammentate e dei terreni agricoli incolti o abbandonati attraverso la gestione associata, consentendo la valorizzazione del patrimonio fondiario, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, la prevenzione dei rischi idrogeologici e degli incendi nonché l’applicazione di misure di lotta obbligatoria degli organismi nocivi ai vegetali.

Si tratta di un importante esperimento di gestione comunitaria del territorio che già comincia a dare i suoi frutti poiché, senza interferire con il diritto di proprietà, in modo intelligente e produttivo l’associazione rivitalizza le attività agro-silvo-pastorali, garantisce la conservazione del paesaggio e incentiva il turismo e le produzioni locali.

La Regione Piemonte, con l’approvazione della Legge regionale n. 21 del 2 novembre 2016, riconosce nell'associazionismo fondiario uno strumento per il miglioramento dei fondi e per la valorizzazione funzionale del territorio, comprendenti tutti i terreni di qualsiasi natura (agricoli, forestali o misti). L’obiettivo è di ricostituire delle aree di coltivazione produttive ed economicamente sostenibili in grado di agevolare l'occupazione, la costituzione ed il consolidamento di nuove imprese agricole.

Cos’è un’Associazione Fondiaria?

È una libera unione fra proprietari di terreni pubblici o privati con l’obiettivo di raggruppare aree agricole e boschi, abbandonati o incolti, per consentirne un uso economicamente sostenibile e produttivo.
Non è a scopo di lucro ed è disciplinata da uno Statuto, nel rispetto delle norme e disposizioni vigenti in materia (Codice Civile artt. 14-42). Ogni associato aderisce su base volontaria e gratuita e conserva la proprietà dei beni, che non sono usucapibili. Può esercitare il diritto di recesso nei limiti dei vincoli temporali contrattuali stabiliti tra l’associazione ed i gestori.
Le cariche associative sono gratuite così come le prestazioni fornite dagli aderenti (salvo rimborsi spese previsti da Statuto).

Quali sono le attività delle Associazioni Fondiarie?

Le Associazioni Fondiarie si occupano di:

  • gestire le proprietà conferite dai soci o assegnate;
  • redigere e attuare il piano di gestione, in cui sono individuate le migliori soluzioni tecniche ed economiche in funzione degli obiettivi di produzione agricola e forestale e di conservazione dell’ambiente e del paesaggio (cessione in affitto dei terreni a soggetti membri dell’associazione stessa o a soggetti esterni che si impegnano a condurli nel rispetto delle buone pratiche agricole, degli equilibri idrogeologici, della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio e nel segno dell’economicità ed efficienza)
  • partecipare, grazie anche ai Comuni, all’individuazione dei terreni silenti (proprietario sconosciuto o non rintracciabile) e al loro recupero;
  • provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei fondi e delle opere di miglioramento fondiario grazie alle entrate derivanti dai canoni di affitto.

In Piemonte, le prime Associazioni Fondiarie sono nate nel 2012 grazie all’impegno e al lavoro di chi ha creduto nelle potenzialità della propria terra. Ad oggi le Associazioni Fondiarie costituite sul territorio regionale sono oltre una ventina distribuite nelle province di Alessandria, Asti, Cuneo, Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.

La superficie complessiva recuperata si può stimare in 2.000 ettari in prevalenza localizzati nelle zone montane e collinari, con circa 800 soci coinvolti nel conferimento dei terreni. Le attività svolte principalmente sono a indirizzo pastorale, forestale, orticolo e coltivazione di piccoli frutti ed erbe officinali. Grazie al bagaglio di esperienze costruito fino a ora, l’obiettivo della Regione è di sensibilizzare in modo ulteriore la popolazione coinvolta affinché il territorio ritorni a essere controllato con i conseguenti benefici per l’ambiente e la collettività.

Quali sono i contributi a sostegno delle associazioni fondiarie?

Nel 2018 è stato attivato il bando di finanziamento previsto dalla Legge regionale 21/2016: le undici domande presentate dalle Associazioni sono state tutte finanziate, per un importo complessivo assegnato di 218.541 euro.
Altre risorse sono state messe in campo con fondi europei, sia attraverso l’attività dei Gal (Gruppi di Azione Locale) che attraverso una specifica misura del Programma di Sviluppo Rurale.
Il 20 giugno 2019 è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte il Bando per l’anno 2019 che prevede l’assegnazione di contributi a sostegno delle spese di costituzione dell’associazione fondiaria, di redazione o adeguamento del piano di gestione ed il riconoscimento ai soci per il conferimento gratuito dei terreni di loro proprietà per quindici anni. La scadenza del bando è il 15 ottobre 2019.

Il Premio Nazionale del Paesaggio

Il progetto “Associazioni fondiarie: nuova vita alle terre marginali” ha ottenuto un riconoscimento nell’ambito del Premio Nazionale del Paesaggio promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali in occasione della giornata Nazionale del Paesaggio il 14 marzo u.s. Il progetto è stato ritenuto meritevole di un encomio con la seguente motivazione: "per il recupero delle proprietà fondiarie frammentate nelle zone montane attraverso la gestione condivisa dei terreni agricoli e abbandonati al fine del loro recupero, mettendo in atto anche modalità virtuose per la tutela dell’ambiente e del paesaggio".

Un esempio: l'Associazione fondiaria Santa Maria di Morinesio – Stroppo (CN)

 

Foto 1: Prima della nascita dell’associazione fondiaria (foto Enrico Raina)

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Foto 2: Panoramica post pascolamento – terreni gestiti dall’associazione fondiaria (foto Mauro Bertolino)

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