Dalla crisi, un'opportunità: gli esami per i patentini fitosanitari

di Annalisa Turchi - Direzione Agricoltura e cibo, Regione Piemonte

 

"Trasformare un periodo di crisi in un'opportunità di miglioramento": non è facile mettere in pratica questo incitamento né è banale creare le condizioni organizzative favorevoli per accelerare i processi di innovazione, soprattutto se il contesto è quello dei servizi erogati all'utenza dalla pubblica amministrazione.

Tuttavia, se la necessità degli utenti è evidente ed il quadro normativo di riferimento è chiaro, se la Struttura che deve agire è adeguatamente preparata ed ha la capacità di abbandonare iter collaudati da anni, la crisi può effettivamente creare le condizioni per migliorare, per trovare delle "buone pratiche" che varrà la pena adottare ordinariamente, oltre il contingente periodo di crisi.

Il blocco della formazione

A fronte della dichiarazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale per il rischio sanitario da COVID -19 operata dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio, la filiera agraolimentare ha dovuto continuare ad andare avanti senza sosta, benché le difficoltà aumentassero di giorno in giorno.
Tra tutti gli impedimenti che gli imprenditori si sono trovati a fronteggiare nell'ambito dell'approvvigionamento dei mezzi tecnici, c'era quello riguardante il possesso del certificato per utilizzatori professionali dei prodotti fitosanitari (ex DLgs n.150/2012) poiché dal 24 febbraio 2020 il sistema della formazione è stato bloccato impedendo, di fatto, il rinnovo dei certificati in scadenza ed il rilascio dei medesimi per coloro che non l'avevano posseduto prima.

L'impiego dei prodotti fitosanitari è indispensabile nella nostra attuale agricoltura, il sistema istituito a livello nazionale grazie all'applicazione del "Piano di azione nazionale per l'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari" è fortemente orientato a far sì che l'impiego di tali prodotti sia consapevole, responsabile e sia sempre residuale rispetto all'applicazione delle tecniche di difesa alternative, proprie dell'agricoltura integrata e biologica.

Essere in possesso del certificato è necessario per testimoniare l'avvenuta formazione ed aggiornamento sui temi specifici della sicurezza degli operatori, dei consumatori e della popolazione in genere, sulle innovative tecniche colturali sostenibili, sulla responsabilità che si assume chi impiega i prodotti fitosanitari; non essere in regola su questo fronte comporta sanzioni e limitazioni che possono essere anche molto gravose per l'impresa.

Lo svolgimento delle sessioni d'esame a distanza

In Piemonte la competenza di emettere i certificati di cui si sta parlando è il Settore Regionale Attuazione dei Programmi regionali dei Servizi di Sviluppo, cui spetta anche presiedere la Commissione d'esame per i rilasci dei medesimi; vista l'impossibilità di procedere con le modalità consuete in periodo di emergenza Covid-19, cioè "in presenza", si è approntata una modalità di svolgimento delle sessioni "a distanza", tramite un collegamento web tra i candidati e la Commissione esaminatrice.
In questo modo si è garantito che non vi fosse soluzione di continuità nella fornitura del servizio, neanche nel periodo del lockdown, e così nell'ultimo quadrimestre sono stati esaminati circa 300 candidati.

Lavorando da remoto si è proceduto anche ad emettere i rinnovi dei certificati richiesti dagli utenti aventi diritto, benché occorra evidenziare che le richieste di rinnovo pervenute nel periodo non sono state numerose in quanto la proroga di validità per un anno per i certificati in scadenza nel 2020 disposta da una norma nazionale, ha rimandato l'urgenza.
Con chi aveva presentato domanda per conseguire il certificato, si è interagito, tramite telefono e mail, presentando l'opzione di sostenere la prova d'esame in remoto, spiegando tutti i dettagli di come si sarebbe proceduto, rassicurando chi manifestava incertezza in quanto poco o per niente avvezzo ad utilizzare il computer.
La maggior parte delle persone ha accettato, arrivando al momento dell'esame rinfrancati dal buon esito di una preventiva prova di fattibilità del collegamento via web, sempre messa in atto.

Laddove si è trattato di svolgere sessioni d'esame conseguenti a corsi svolti in remoto o in presenza dagli Enti di Formazione, è doveroso sottolineare la fattiva collaborazione ricevuta dagli Enti anche al momento dell'esame, con la messa a disposizione dei candidati delle postazioni informatiche, presso i loro uffici.
In questi mesi sono state utilizzate diverse piattaforme per il collegamento e differenti modalità per somministrare il questionario da compilare, fino ad approdare all'attuale utilizzo della piattaforma Meet di Google abbinata a Moduli di Google, salvo i casi in cui si renda necessario andare ulteriormente incontro alle esigenze dell'utente qualora non disponga di un supporto informatico pienamente compatibile con la modalità in uso.
In ogni caso, non viene meno l'equanime trattamento tra i candidati di adesso e quelli che hanno sostenuto l'esame in passato: le domande sono le medesime sia in numerosità sia in qualità e il livello minimo per risultare idonei è il medesimo.

Una buona pratica da mantenere

L'impegno di tutti è stato rilevante, ma il successo di questa soluzione è stato certo e gli utenti hanno dato prova di apprezzare lo sforzo e di riconoscerne l'effettiva utilità, per la comodità, il risparmio di tempo e denaro dovuto ai mancati spostamenti. Per chi ha partecipato alle varie sessioni facendo parte della Commissione non è stata un'esperienza banale, spesso si tratta di interfacciarsi con un'utenza residente in zone mal servite dal punto di vista della connessione web, fatto che, indipendentemente dalle capacità e conoscenze personali in tema utilizzo di un pc, costituisce un fatto realmente limitante.

In conclusione, anche considerando le criticità, questa modalità approntata nel periodo delll'emergenza Covid-19 si è rivelata sicuramente una buona pratica che - opportunamente potenziata - continuerà ad essere proposta agli utenti come alternativa alle prove d'esame "in presenza" anche quando la crisi sarà passata.