Dossier tematico – Scritto da Igor Boni, Andrea Ebone, Federico Mensio, Piergiorgio Terzuolo – 10 Dicembre 2025

Carta della potenzialità territoriale alla produzione di tartufi

Uno strumento per il Piemonte

Tartufo nero

La "carta della potenzialità alla produzione di tartufi" è uno strumento predittivo sviluppato per il territorio della Regione Piemonte. Il suo scopo primario è identificare le aree con una diversa probabilità o potenzialità (maggiore o minore) alla produzione tartufigena nelle terre vocate per le tre principali specie d’interesse commerciale: il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) e il tartufo estivo o scorzone (Tuber aestivum Vittad.).

Questo strumento, che deriva dalla carta delle attitudini del suolo alla produzione tartufigena, tiene conto anche del soprassuolo, differenziando tipo di copertura o di uso in base alle potenzialità produttive delle tre specie di Tuber considerate.

La Carta delle potenzialità alla produzione tartufigena risponde all'esigenza di supportare la pianificazione territoriale e forestale a diversi livelli, fornendo una base conoscitiva essenziale per l'integrazione e la formazione di regolamenti specifici, come ad esempio i regolamenti forestale regionale, di polizia rurale e del verde comunali.

Le finalità della carta sono quindi molteplici; nell’ambito dei Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT), strumenti di livello territoriale che declinano gli indirizzi del Piano Territoriale Regionale (PTR) e del Programma Forestale Regionale (PFR), contribuisce a definire le strategie per la valorizzazione dei prodotti non legnosi del bosco e la conservazione degli alberi fuori foresta; a livello gestionale costituisce un’utile base per:

  • la definizione delle aree prioritarie per gli interventi di sostegno alla tartuficoltura previsti dal CSR (Complemento per lo Sviluppo Rurale);
  • l'individuazione di aree target per altri bandi regionali di promozione della tartuficoltura, relativi alla L.r. 16/2008;
  • la valutazione delle richieste di trasformazione di uso del suolo (es. trasformazione del bosco in altra destinazione) per la definizione delle misure di compensazione forestale e ambientale.
Carta potenzialità tartuficola - Fondovalle Sabrina Gazzola

Metodologia

La valutazione della potenzialità si fonda su un modello "expert-based" che opera integrando due livelli informativi fondamentali: le caratteristiche pedologiche (il suolo) e quelle delle coperture e degli usi del suolo (soprassuolo).

Il primo livello (suolo) è rappresentato dalla "Carta delle attitudini dei suoli alle produzioni tartufigene", in scala 1: 50.000, recentemente aggiornata e integrata per migliorare il livello di dettaglio.

Oltre a differenziare i suoli nelle 4 classi di attitudine tradizionali (alta, media, bassa, nulla), basandosi sul suolo dominante, ora vengono indicate anche le sottoclassi che fanno riferimento ai suoli secondari delle unità cartografiche. Questa implementazione permette di considerare con maggiore accuratezza i diversi tipi di suolo che coesistono all'interno del medesimo territorio.

Il secondo livello (soprassuolo) utilizza come base diverse fonti informative, in quanto ognuna ha un livello di dettaglio e precisione nonché di aggiornamento differente. La principale fonte è la “Carta forestale del Piemonte”, aggiornamento 2025, che prende in considerazione tutte le aree boscate. Per le aree non forestali sono stati utilizzati altri livelli: per viticoltura e coricoltura si sono utilizzati i dati derivanti dall’anagrafe agricola, per gli altri usi del suolo agricolo la fonte è il refresh AGEA mentre per le aree verdi urbane si è fatto riferimento al land cover regionale.

A ciascuna categoria di soprassuolo identificata (che include 21 categorie tra cui usi forestali, seminativi, corileti, vigneti, prati-pascoli, ecc.) è stato assegnato un peso specifico. Questo peso definisce l'effetto che la copertura ha sull'attitudine del suolo sottostante.

Per le categorie forestali e i corileti il "peso" assegnato non è assoluto, ma specifico per ogni specie di tartufo analizzata; per gli altri usi del suolo il peso invece non fa distinzione fra le diverse specie di tartufi.

L'effetto dei pesi è di quattro tipi:

  • Peso 2 (Aumenta la classe di potenzialità): assegnato a coperture ottimali, come ad esempio i boschi costituiti da specie potenzialmente simbionti.
  • Peso 1 (Riduce la classe di potenzialità): assegnato a coperture con specie prevalentemente poco adatte.
  • Peso 0 (Annulla qualsiasi potenzialità): Assegnato ad aree non produttive (es. aree edificate, infrastrutture, acque, greti) o a soprassuoli totalmente non compatibili con la fruttificazione dei tartufi.
  • Peso 9 (Mantenimento): Assegnato a coperture considerate "neutre" (es. seminativi, corileti da frutto), che non alterano l'attitudine di base del suolo.

Le tabelle 1 e 2 (estratti mostrati di seguito) illustrano l'assegnazione dei pesi per alcune categorie forestali e di uso del suolo. Si noti come i pesi forestali varino in base alla specie di tartufo (TB = Bianco; TN = Nero; TS = Scorzone).

Tabella 1. I pesi attribuiti alle categorie forestali in funzione della specie di tartufo Tabella 1. (a sinistra) I pesi attribuiti alle categorie forestali in funzione della specie di tartufo e Tabella 2. (a destra) I pesi attribuiti alle categorie forestali in funzione della specie di tartufo.

L'elaborazione della carta finale avviene pertanto attraverso un processo di analisi spaziale che combina i due livelli informativi (suolo e soprassuolo) applicando la logica dei pesi.

Il modello calcola la potenzialità finale incrociando l'attitudine del suolo con il peso del soprassuolo.

  • Esempio (Peso 2): Un suolo con attitudine media, su cui insiste un "pioppeto o saliceto ripario" (Peso 2 per TB) vedrà la sua potenzialità aumentata, risultando in classe alta.
  • Esempio (Peso 1): Un suolo con attitudine alta con un "robinieto" (Peso 1 per tutte le specie) vedrà la sua potenzialità ridotta, diventando media.
  • Esempio (Peso 0): Qualsiasi suolo (anche ad attitudine alta) che presenta una copertura con Peso 0, come "pecceta", "acque", "infrastrutture", avrà una potenzialità finale nulla.
  • Esempio (Peso 9): Un suolo con una data attitudine (es. media) coperto da "seminativo" (Peso 9) manterrà la sua potenzialità media.

Un ulteriore fattore di affinamento, data la loro importanza ecologica e la potenziale presenza di specie legnose simbionti, sono gli elementi lineari (filari e siepi campestri), desunti dalla carta forestale aggiornata al 2016.

Nel caso sia presente un filare, la potenzialità dell'area aumenta di una classe. Questo incremento non si applica se:

  1. L'attitudine di base è nulla.
  2. L'attitudine è già alta.
  3. La potenzialità è già stata incrementata da un soprassuolo ottimale (Peso 2).

L'intera logica del modello è sintetizzata nelle matrici decisionali (vedi Figure 1 e 2). Queste tabelle mostrano l'interazione tra le "Classi e sottoclassi delle Attitudini delle Terre" (righe) e le "Classi Uso del Suolo" (colonne, definite dai pesi 2, 1, 0, 9).

Partendo da dati spaziali disomogenei, in termini di scala di produzione e di disegno cartografico, per poterli elaborare in modo “spaziale” si è adottata la tecnica della discretizzazione (rasterizzazione).

In particolare si sono utilizzate due griglie con passi differenti: 50x50 m per la carta delle attitudini (scala 1:50.000) e 10x10 m per le categorie e usi del suolo. Per quest’ultima si sono sovrapposti i vari strati informativi citati in precedenza.

La carta della potenzialità finale viene restituita utilizzando La potenzialità per ciascuna cella da 50x50 m della griglia è determinata, con riferimento alle suddette matrici, calcolando la moda delle 25 griglie di 10x10 m, relative alle coperture e usi del suolo “pesate”, contenute al suo interno. Infine si è applicato un fattore “migliorativo” della potenzialità della cella 50x50 ove su questa insistessero delle formazioni lineari.

Figura 1: Matrice Classi Uso del Suolo e Figura 2: Matrice Classi Uso del Suolo -> Filare. Figura 1: Matrice Classi Uso del Suolo. Mostra la potenzialità risultante (A,a=Alta, M,m=Media, B,b=Bassa, N,n=Nulla) a seguito dell'incrocio con le diverse coperture e usi del suolo pesati e Figura 2: Matrice Classi Uso del Suolo -> Filare. Mostra come la presenza di un filare modifichi la potenzialità, incrementando le classi (ad esempio, le classi 'B' e 'M' con il Peso 1 diventano 'M' e 'A').

Risultati

Nella tabella si riportano i dati di superficie complessiva e per provincia, suddivisi per le classi di attitudine e di potenzialità “alta” e “media”, che rappresentano gli ambiti di maggiore interesse ai fini dello sviluppo della produzione di tartufi.

Come è possibile notare i valori relativi alla classe alta non variano in modo apprezzabile con superfici che in totale, in entrambi i casi, si approssimano ai 40.000 ha.

Viceversa si notano significative variazioni per la classe media, che si riduce, in totale, di quasi il 40%. Come conseguenza la somma delle superfici delle due classi si riduce di circa 1/3 in termini di potenzialità.

Tabella 3. Dati di superficie di attitudine e di potenzialità, complessiva e per provincia, per le classi “alta” e “media”. Tabella 3. Dati di superficie di attitudine e di potenzialità, complessiva e per provincia, per le classi “alta” e “media”.

Le cause di tali variazioni vengono evidenziate nel grafico Sankey che segue, che riguarda il solo tartufo bianco.

Tuber magnatum Picco. Relazione tra Attitudine e Potenzialità territoriale Carte edizione 2025: prov. Alessandria, prov. Asti, prov. Cuneo, c.m. Torino. Tuber magnatum Picco. Relazione tra Attitudine e Potenzialità territoriale Carte edizione 2025: prov. Alessandria, prov. Asti, prov. Cuneo, c.m. Torino.

Il grafico mette in evidenza che la potenzialità alta complessiva sia dovuta per circa 3/4 a suoli con attitudine alta (Aa, Am) e per 1/4 a suoli con attitudine media (Ma, Mm), su cui insistono soprassuoli idonei, ovvero con pesi che aumentano la classe.

La perdita di attitudine alta è invece dovuta essenzialmente alla presenza di suoli improduttivi, per lo più aree urbanizzate, che annullano la potenzialità per circa il 20%.

Se si passa ad analizzare i dati di attitudine media, risulta più marcata la riduzione, con il 40% dei suoli che passa a potenzialità bassa (20%) o nulla (20%).

Figure 3. Carta delle attitudini dei suoli alle produzioni tartufigene relativa alla valle Tanaro nel tratto tra Alba e Asti. Figura 3. Carta delle attitudini dei suoli alle produzioni tartufigene relativa alla valle Tanaro nel tratto tra Alba e Asti.

Nel complesso, analizzando congiuntamente le potenzialità alta e media, a livello regionale si ha, come detto, una riduzione di circa 1/3 della superficie.

I dati a livello provinciale si discostano lievemente da quello medio regionale; ad Alessandria e Asti le classi di potenzialità media e alta si riducono di circa il 30% rispetto alle classi di attitudine, mentre a Cuneo la perdita raggiunge circa il 45%; la riduzione a Torino è più contenuta, con un decremento del 16%.

Figura 4. Carta relativa alle categorie ed usi del suolo “pesati “ per la valle Tanaro nel tratto tra Alba e Asti. Figure 4. Carta relativa alle categorie ed usi del suolo “pesati “ per la valle Tanaro nel tratto tra Alba e Asti.

L’insieme di questi dati cartografici sono un patrimonio di conoscenza utile alla pianificazione delle azioni, sia a livello regionale che a livello provinciale e comunale, con l’obiettivo primario di salvaguardare le aree produttive e recuperare alla produzione aree che nel tempo l’hanno perduta a causa di utilizzi del suolo poco idonei.

I dati sono consultabili al seguente link: https://www.geoportale.piemonte.it/geonetwork/srv/ita/catalog.search#/metadata/r_piemon:893f584e-4f35-4190-905d-8b8b452020a4

Figura 5. Carta della potenzialità alla produzione tartuficola per la valle Tanaro nel tratto tra Alba e Asti. Figura 5. Carta della potenzialità alla produzione tartuficola per la valle Tanaro nel tratto tra Alba e Asti.
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