Notizia – Scritto da Erica Bo, Pier Paolo Brenta, Daniele Poncino – 15 Dicembre 2025

Sicurezza forestale

Formazione per un settore complesso

Sicurezza forestale - Progetto Sicuramente in bosco

Il settore forestale italiano presenta una struttura complessa e frammentata. Solo alcune delle Regioni possiedono un albo delle imprese forestali; in alcune di queste l’iscrizione all’albo è obbligatoria per poter operare in bosco, in altre lo è solo per operare in proprietà pubbliche o ancora per eseguire interventi di una certa entità. A questa variabilità va aggiunto il fatto che possono svolgere attività selvicolturali sia imprese artigiane, sia imprese agricole; la definizione di "imprese forestali" include quindi ambiti imprenditoriali eterogenei, condizione che rende difficile redigere un quadro esaustivo del settore.

Il comparto regionale è caratterizzato perlopiù da imprese individuali e piccole realtà (in media con poco meno di 3 addetti) che appartengono all'ambito agricolo-forestale, dell’artigianato o del commercio. I dati resi disponibili dall’albo regionale delle imprese forestali di Regione Piemonte indicano per l’anno 2024 l’operatività sul territorio regionale di 871 imprese con un totale di 4.765 operatori.

I rischi e gli infortuni più comuni

Il lavoro in bosco è universalmente riconosciuto come una delle attività più gravose e pericolose. I rischi derivano dalle condizioni operative (ambienti spesso isolati e difficili, condizioni ambientali e meteorologiche variabili) e dall'uso di attrezzature e macchinari potenzialmente pericolosi.

Le principali attività svolte sono l'abbattimento e l'allestimento delle piante, la sistemazione idraulico-forestale, la manutenzione del verde pubblico e privato e l’esbosco e la movimentazione del legname.

Gli incidenti più frequenti in un cantiere forestale sono:

  • Caduta dall'alto di gravi (rami e piante), legata soprattutto all'abbattimento;
  • incidenti con macchine e attrezzature;
  • caduta dall'alto dell'operatore, comune durante le attività di gestione del verde o di montaggio di impianti o allestimento di aree di lavoro;
  • traumi legati all’ambiente naturale e alle condizioni ambientali in cui normalmente si opera.

Rilevanti risultano inoltre le malattie professionali causate da rumore, vibrazioni, esposizione prolungata al freddo e posture incongrue.

L’analisi degli incidenti forestali, i cui dati risultano di difficile reperimento ed eterogenei, evidenzia una netta differenza dell’incidenza e della tipologia di infortuni tra professionisti e hobbisti: per i professionisti, la caduta di gravi è la casistica più diffusa; per gli hobbisti, l'uso di macchine è il maggiore fattore di rischio, probabilmente a causa delle minori competenze, dell'età media elevata degli operatori e anche dell’inidoneità dei macchinari utilizzati. La caduta dall'alto dell'operatore rimane pur sempre un incidente frequente per entrambi i gruppi di lavoratori.

Normativa e impegno regionale per la sicurezza

Mentre l'attività hobbistica non è normata in quanto la legislazione in materia di sicurezza sul lavoro è stata concepita per imprese strutturate con personale, mezzi e un’organizzazione, le attività nei cantieri forestali professionali sono regolamentate, a livello nazionale, dal d.lgs. 81/2008 (Testo unico sulla salute e sicurezza), integrato dagli Accordi Stato-Regioni su formazione e attrezzature, come le altre attività lavorative.

A livello locale inoltre, Regione Piemonte opera per la promozione del settore e per una gestione attiva attuata mediante operatori e imprese professionali grazie alla L.R. 4/2009 ed ai relativi regolamenti (forestale e Albo delle imprese forestali), oltre che con il finanziamento di bandi dello Sviluppo Rurale 2023-2027 volti alla formazione e all’informazione, la cooperazione, la pianificazione, l’acquisto di macchine ed attrezzature e la visita a fiere di settore. Tutte queste attività hanno determinato una crescita economica del settore e anche personale degli operatori.

La Regione Piemonte è quindi costantemente impegnata nello sviluppo di un settore forestale più moderno e competitivo, con l’obiettivo di ridurre l’entità degli infortuni.

Dal 2008 sono stati predisposti e finanziati percorsi formativi standard per il raggiungimento di qualificazioni forestali in ambito delle utilizzazioni forestali (Operatore forestale), dell’ingegneria naturalistica (Operatore in ingegneria naturalistica) e della gestione del verde arboreo con la disciplina del tree-climbing (Operatore in tree-climbing), attualmente disponibili nel Repertorio Regionale delle qualificazioni professionali di Regione Piemonte e totalmente finanziati per gli operatori del settore.

Dal 2017, grazie ai fondi dello Sviluppo Rurale, il Settore Foreste della Regione Piemonte, in collaborazione con IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente), promuove diverse attività anche nell’ambito dell’informazione tecnica per aumentare le competenze e la sensibilità sui temi della salute e sicurezza sul lavoro, puntando a una maggiore professionalità del settore.

In particolare si segnala il lavoro svolto da Regione Piemonte, in collaborazione con gli SpreSAL (Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro), riferito al monitoraggio dei requisiti minimi di sicurezza, che ha permesso di elaborare il documento “Minimo etico in selvicoltura” consolidato dal gruppo di lavoro nazionale “Sicurezza in selvicoltura”. Tale documento è uno strumento di autovalutazione per le aziende che fissa le misure minime di sicurezza circa la segnalazione delle aree di lavoro, l’organizzazione delle unità lavorative, l’assolvimento degli obblighi di formazione e informazione del personale e la gestione delle emergenze. Inoltre, nella seconda parte, il documento porta il focus sui requisiti minimi di sicurezza delle principali macchine ed attrezzature impiegate in ambito forestale (trattrici, escavatori, teleferiche, caricatori forestali, motoseghe).

Il documento è divenuto scheda di riferimento nei controlli integrati tra Carabinieri e SPreSAL, in programma nell’ambito dell’applicazione della convenzione fra Carabinieri forestali e Settore Foreste di Regione Piemonte.

Il progetto "Sicuramente in Bosco" è giunto nel 2025 alla terza edizione; l’appuntamento, ormai consolidato prevede confronti tecnici, in campo e online, con esperti del settore, tecnici SPreSAL, imprese, Carabinieri Forestali, per condividere procedure, comportamenti professionali, schede di sicurezza, video e materiale informativi, ma soprattutto innovazioni, tecniche e normative, che hanno una ricaduta in termini di sicurezza. Questo approccio, pratico e multidisciplinare, ha conosciuto un riscontro particolarmente positivo in quanto efficace per innalzare il livello di sensibilità nei confronti della sicurezza, la professionalità dei singoli operatori e delle imprese con l’obiettivo condiviso di ridurre l'incidenza degli infortuni in un ambito di un lavoro così rischioso.

Il punto di forza di questo progetto consiste proprio nell’opportunità che i diversi soggetti coinvolti hanno di confrontarsi con altri portatori di interesse e con gli organi preposti al controllo in materia di sicurezza.

Dal 2018 ad oggi sono stati progettati e animati 14 “Sicuramente in bosco” in presenza e 3 online. Gli eventi hanno sempre ricevuto un forte riscontro in termini di presenza, con una media di 50 partecipanti ad evento, ripartiti, in ordine decrescente di adesioni, fra dottori forestali e dottori agronomi, tecnici Spresal, imprese forestali ed agricole, funzionari di Regione Piemonte, tecnici di Enti parco e agenzie formative e altre figure tecniche, per un totale di 850 operatori del settore. I temi più trattati sono quelli richiamati dal "Minimo etico in selvicoltura", in particolare i comportamenti professionali nelle operazioni di esbosco a strascico con l’uso di verricelli portati da trattrici, la movimentazione del legname mediante l’utilizzo di caricatori forestali montati su escavatori, trattrici o rimorchi, le attrezzature moderne che possono aiutare a ridurre i rischi nelle fasi di abbattimento delle piante, le sicurezze delle macchine impiegate nella segagione e spacco della legna da ardere, ma anche le novità riferite a macchine avanzate, ai dispositivi di sicurezza, alla patente a crediti e all’ergonomia.

Ai partecipanti agli eventi, viene poi inviato il materiale informativo disponibile e vengono segnalati i link per approfondire i singoli argomenti. Viene inoltre mantenuto attivo un servizio di assistenza tecnica, in caso di necessità di confronto sui temi trattati o altri aspetti relativi alla sicurezza o organizzazione della propria realtà imprenditoriale.

Viene inoltre richiesta la compilazione di un test di gradimento per poter valutare il riscontro da parte dei fruitori, in cui sono chiesti anche eventuali suggerimenti sul miglioramento del servizio.

Per il 2026, oltre ai prossimi appuntamenti di “Sicuramente in bosco”, in presenza in aree di lavoro reali e/o online, sono in programma ulteriori iniziative legate alla sicurezza nei cantieri forestali, come:

  • la progettazione di un cartello informativo sui lavori forestali/ambientali, da rendere disponibile alle imprese iscritte all’albo regionale delle imprese forestali, con la descrizione dei principali interventi in bosco e dell’impresa coinvolta, al fine di far riconoscere al grande pubblico e agli organi di vigilanza, le imprese professionali, che operano nel rispetto delle norme forestali ed ambientali oltre che di quelle sulla sicurezza;
  • la redazione di 2 Storie di Infortuni, partendo dalla descrizione e dalle inchieste di infortuni ufficiali condotte dagli SpreSAL, che saranno trasformate in racconti, in collaborazione col gruppo di lavoro DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, ASL TO3.

In sintesi, l'impegno della Regione Piemonte nella qualificazione del personale umano si conferma come elemento strategico.

La destinazione di attenzione e risorse su questo fattore non è soltanto funzionale alla corretta gestione dell'importante patrimonio forestale, di cui si riconosce pienamente la crescente polifunzionalità, ma è anche essenziale per garantire condizioni di lavoro sicure e in piena osservanza delle normative di settore.

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