Analisi e Ricerca

Approfondimenti e studi su agricoltura, cibo e territorio, con focus su dati, tendenze e prospettive future.

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Premessa Risale al luglio 2021 la prima pubblicazione rivolta al pubblico sul progetto BIO-AGRI-APIS (BAA) che, ancora oggi, continua a rappresentare un punto di riferimento per il biomonitoraggio ambientale, ponendo al centro le api come bioindicatori. Il progetto BAA, ideato da Aspromiele e avviato nel 2018, è coordinato dalla Fondazione Agrion e realizzato in collaborazione con il Laboratorio Agrochimico del Settore Fitosanitario della Regione Piemonte, la Fondazione Podere Pignatelli e il DISAFA dell’Università di Torino. Il progetto, sviluppando una robusta rete di monitoraggio su alcune matrici apistiche, in particolare pane d’api e miele da favo, ha assunto sempre più rilevanza nel comparto tecnico ed ha contribuito a far nascere nel 2023 il primo Tavolo permanente per la tutela dei pronubi e della biodiversità in Piemonte e in Italia. Il Tavolo, coordinato dalla Fondazione Agrion, ha come obiettivo quello di condividere le attività svolte e le esperienze acquisite sul territorio piemontese per la tutela della biodiversità e dei pronubi (insetti impollinatori). Il progetto Bio Agri Apis è apprezzato anche a livello nazionale, ad esempio durante le Giornate Fitopatologiche 2024, per il suo contributo alla ricerca in campo ambientale e alla collaborazione fattiva tra enti pubblici, privati, associazioni e fondazioni sul territorio, mettendo a punto così un modello di lavoro multidisciplinare volto a contribuire alla comprensione delle relazioni tra comparto agricolo e apistico, ad approfondire le conoscenze sullo stato di salute dell’alveare, nonché a concorrere al miglioramento dello stato di qualità ambientale. Il progetto BAA, tra l’altro, ha messo a punto l’acquisizione, l’elaborazione e la messa a disposizione del pubblico delle seguenti informazioni: ● peso del miele prodotto dagli alveari (peso medio, o meglio moda, minimo e massimo) e della sua variabilità nel tempo di 1,3,7,30 giorni; ● la fase di fioritura di interesse apistico del momento. La pubblicazione settimanale di questi dati rappresenta un vero e proprio servizio per gli apicoltori, disponibile al seguente indirizzo: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-fitosanitari-pan

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La "carta della potenzialità alla produzione di tartufi" è uno strumento predittivo sviluppato per il territorio della Regione Piemonte. Il suo scopo primario è identificare le aree con una diversa probabilità o potenzialità (maggiore o minore) alla produzione tartufigena nelle terre vocate per le tre principali specie d’interesse commerciale: il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) e il tartufo estivo o scorzone (Tuber aestivum Vittad.). Questo strumento, che deriva dalla carta delle attitudini del suolo alla produzione tartufigena, tiene conto anche del soprassuolo, differenziando tipo di copertura o di uso in base alle potenzialità produttive delle tre specie di Tuber considerate. La Carta delle potenzialità alla produzione tartufigena risponde all'esigenza di supportare la pianificazione territoriale e forestale a diversi livelli, fornendo una base conoscitiva essenziale per l'integrazione e la formazione di regolamenti specifici, come ad esempio i regolamenti forestale regionale, di polizia rurale e del verde comunali. Le finalità della carta sono quindi molteplici; nell’ambito dei Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT), strumenti di livello territoriale che declinano gli indirizzi del Piano Territoriale Regionale (PTR) e del Programma Forestale Regionale (PFR), contribuisce a definire le strategie per la valorizzazione dei prodotti non legnosi del bosco e la conservazione degli alberi fuori foresta; a livello gestionale costituisce un’utile base per: la definizione delle aree prioritarie per gli interventi di sostegno alla tartuficoltura previsti dal CSR (Complemento per lo Sviluppo Rurale); l'individuazione di aree target per altri bandi regionali di promozione della tartuficoltura, relativi alla L.r. 16/2008; la valutazione delle richieste di trasformazione di uso del suolo (es. trasformazione del bosco in altra destinazione) per la definizione delle misure di compensazione forestale e ambientale.

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L’innovazione tecnologica e la capacità di adeguarsi alla velocità evolutiva dei sistemi operativi sono delle grandi sfide a cui deve saper rispondere la moderna azienda agricola. Poiché la trasformazione è già in atto, è importante che le aziende siano preparate. Lo stesso vale anche per tutte le figure professionali che gravitano intorno alla figura dell’imprenditore agricolo per ogni tipo di consulenza. Uno degli strumenti in più rapida diffusione è rappresentato dall’applicativo QGIS (Geographic Information System). Precedentemente noto come Quantum GIS, è un’applicazione desktop libera e open source che permette di visualizzare, organizzare, analizzare e rappresentare dati spaziali. Si tratta del software GIS open source più diffuso al mondo, mantenuto da una comunità di sviluppatori che pubblicano una nuova versione ogni 4 mesi circa e una Long Time Release (LTR) ogni anno secondo la programmazione del progetto, con interfaccia tradotta in 48 lingue. QGIS è un software GIS, che permette di elaborare dati spaziali e di generare cartografia, supportando sia dati vettoriali che raster oltre che i principali database spaziali. L’origine dell’applicazione è alquanto recente, essendo frutto di un’intuizione di Gary Sherman che, nel 2002, ha implementato un semplice visualizzatore di dati, evolutosi in pochi anni fino al rilascio della versione 1.0 nel 2007 e la successiva 2.0 nel 2013, evento in cui il nome è cambiato in QGIS. La versione più aggiornata, su cui oggi stiamo operando, è stata rilasciata il 12 settembre 2025. In Italia esiste la comunità di utenti e sviluppatori, QGIS Italia, che fornisce assistenza agli utenti tramite la mailing list, la pagina Facebook e il canale Telegram, organizzando inoltre ogni anno eventi come i Contributors Meeting, i QGIS Day e un Summer Camp, con l'obiettivo di diffondere la cultura del software geografico libero in Italia. Dal punto di vista operativo, si osserva innanzitutto che (con una rapida panoramica applicativa) QGIS permette di far confluire dati provenienti da diverse fonti in un unico progetto di analisi territoriale. I dati, organizzati in Layers (strati o livelli tematici), possono essere analizzati e utilizzati per generare mappe personalizzabili. La simbologia e la rappresentazione grafica della mappa possono essere adattate dall'utente ed eventualmente rispondere alle analisi tipiche del GIS - gradazione e sfumatura di colore, valore unico e altre operazioni di editing. La mappa può inoltre essere arricchita da icone e da etichette derivanti dagli attributi degli elementi cartografici. Sistemi particolari permettono altresì di gestire operazioni ripetitive sui dati e gli stessi possono essere riproiettati dinamicamente. Una ulteriore funzionalità del software consente la visualizzazione, l’integrazione e la sovrapposizione di diversi dati geografici provenienti da molteplici fonti, tra cui mappe catastali, ortofoto, cartografia tecnica e domande grafiche. Grazie alla capacità di gestire tali diversi livelli informativi, QGIS è un ottimo strumento che consente di avere una visione completa del contesto territoriale analizzato. Inoltre non permette soltanto la visualizzazione dei dati e le operazioni fin qui descritte, ma offre strumenti avanzati per l’editing, ovvero la possibilità di creare e/o modificare elementi spaziali sotto forma di poligoni, linee o punti. A ciascuno di questi oggetti può essere associato un set di attributi descrittivi quali report fotografici, informazioni su proprietario e conduttore del terreno, calcoli della superficie, data del sopralluogo in campo, note del controllore e svariati altri dati specifici.

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