Attualità e Politiche Agricole

Notizie e aggiornamenti sulle politiche agricole e sull’evoluzione del settore nel territorio piemontese.

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L’accesso alla terra è tornato ad essere uno dei veri nodi strutturali dell’agricoltura italiana. Non è solo un tema produttivo, ma una questione strategica che incide su ricambio generazionale, sicurezza alimentare, presidio del territorio e resilienza climatica. In questo contesto l’articolo 9 del disegno di legge Coltiva Italia presentato nel 2025 dallo Stato rappresenta un passaggio potenzialmente storico: per la prima volta si prova a costruire un sistema nazionale strutturato per il recupero dei terreni agricoli abbandonati e silenti. La direzione è giusta, ma la sfida vera, non sarà approvare la norma, ma farla funzionare nei territori. Banca regionale della terra Negli ultimi anni molte Regioni hanno sviluppato strumenti concreti per affrontare il problema dell’abbandono dei terreni agricoli. Tra questi, le Banche della Terra regionali rappresentano una delle esperienze più avanzate di politica fondiaria attiva. Il Piemonte è un caso emblematico. La Banca Regionale della Terra, prevista dalla legge regionale 1/2019, non è solo un impianto normativo: è una piattaforma informatica sviluppata alla fine del 2025. La piattaforma consentirebbe la gestione delle particelle, la presentazione delle domande di coltivazione, la consultazione pubblica e il monitoraggio dei terreni disponibili. Nonostante questo livello di maturità, il sistema non è stato ancora attivato per la consultazione dei privati. La ragione non è tecnica o amministrativa, ma di opportunità, per attendere l’approvazione della norma nazionale ed evitare sovrapposizioni e incongruenze tra norme regionali e la futura disposizione statale.

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L’agroforestazione, coltivazione di alberi associata a colture agrarie o al pascolo di animali, era un elemento costitutivo del paesaggio rurale italiano fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, quando i cambiamenti socio-economici hanno separato seminativi, vigneti e allevamenti dalle foreste; separazione accentuata con la cosiddetta “rivoluzione verde”, che ha privilegiato monocolture, meccanizzazione e coltivazione su grandi estensioni, facilitate dall’eliminazione degli alberi, soprattutto in pianura, ma anche nelle aree della viticoltura di pregio. Dal confronto tra la Carta forestale 2016 (IPLA – Regione Piemonte) con l’analoga cartografia dei Piani Forestali Territoriali redatta nel 2000, la rete di filari e siepi campestri di pianura è risultata purtroppo ancora in diminuzione, nonostante le prescrizioni di mantenimento della condizionalità e le azioni dello sviluppo rurale relative alla ricostituzione degli elementi naturaliformi dell'agroecosistema promosse con continuità dalla Regione. Nel 2016 nella pianura piemontese risultavano presenti 7.200 km di filari e siepi campestri, con una media (a fronte del 100 m/ha presenti a metà del ‘900) di circa 8 metri per ettaro di superficie agricola, densità ben inferiore a quella che garantirebbe una minima funzionalità ecologica, stimata in 25 m/ha. Ciò premesso, l’agroforestazione è entrata da alcuni anni in una fase di riscoperta, anche da parte dell’Unione Europea, con i regolamenti per lo sviluppo rurale attuati a partire dal periodo 2007-2013. In effetti, i sistemi agroforestali sembrano rispondere a molti degli obiettivi delle politiche di sviluppo rurale in un contesto di agricoltura sostenibile: diversificazione produttiva (peraltro con un aumento di produzione per unità di superficie), riduzione degli input (energia, acqua, fitofarmaci, ecc.), tutela della biodiversità e della fertilità del suolo, assorbimento di anidride carbonica e contrasto al riscaldamento globale, miglioramento del paesaggio rurale.

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Come evolve l’agricoltura piemontese? Parte da questa semplice domanda il video realizzato dalla Regione Piemonte per raccontare il Complemento di Sviluppo Rurale (CSR). La narrazione spiega in breve cosa sia il CSR, un documento frutto della Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea contenente alcuni interventi realizzabili nella regione in ambito rurale, e cosa renda possibile attuare, ovvero azioni di: Supporto alle nuove generazioni; Investimenti in innovazione e ricerca; Contrasto ai cambiamenti climatici; Promozione dei prodotti di qualità locali e derivanti da filiera corta; Incoraggiamento della diversificazione e dello sviluppo sociale nelle zone rurali. Il video prosegue sottolineando alcuni temi importanti per il CSR Piemonte, come il benessere animale, l’attenzione per la agro-biodiversità e la centralità di formazione e cooperazione, sempre necessarie all’interno di un sistema agroalimentare in evoluzione. Il filmato si conclude con un invito a realizzare uno degli interventi del CSR consultando la piattaforma bandi ufficiale. Si tratta quindi di uno strumento di comunicazione dedicato sia al mondo rurale che al grande pubblico per raccontare in parole semplici cosa sia questa importante opportunità per l’agricoltura e come coglierla al meglio.

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