Come evolve l’agricoltura piemontese? Parte da questa semplice domanda il video realizzato dalla Regione Piemonte per raccontare il Complemento di Sviluppo Rurale (CSR). La narrazione spiega in breve cosa sia il CSR, un documento frutto della Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea contenente alcuni interventi realizzabili nella regione in ambito rurale, e cosa renda possibile attuare, ovvero azioni di: Supporto alle nuove generazioni; Investimenti in innovazione e ricerca; Contrasto ai cambiamenti climatici; Promozione dei prodotti di qualità locali e derivanti da filiera corta; Incoraggiamento della diversificazione e dello sviluppo sociale nelle zone rurali. Il video prosegue sottolineando alcuni temi importanti per il CSR Piemonte, come il benessere animale, l’attenzione per la agro-biodiversità e la centralità di formazione e cooperazione, sempre necessarie all’interno di un sistema agroalimentare in evoluzione. Il filmato si conclude con un invito a realizzare uno degli interventi del CSR consultando la piattaforma bandi ufficiale. Si tratta quindi di uno strumento di comunicazione dedicato sia al mondo rurale che al grande pubblico per raccontare in parole semplici cosa sia questa importante opportunità per l’agricoltura e come coglierla al meglio.
Sono trascorsi dieci anni dall’approvazione della legge 141 del 18 agosto 2015 che disciplina l’agricoltura sociale, una delle attività multifunzionali delle imprese agricole, finalizzata allo sviluppo di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento socio lavorativo. L’agricoltura sociale è un’attività connessa, che va ad integrare il reddito dell’attività agricola tradizionale prevalente, e che le aziende attivano facendo rete con i soggetti del territorio che gestiscono i servizi alla persona. La finalità è promuovere l’inclusione sociale, la valorizzazione delle risorse rurali, lo sviluppo sostenibile e l’integrazione delle persone svantaggiate o a rischio di marginalizzazione. Gli attori dell’agricoltura sociale sono gli imprenditori agricoli, le cooperative sociali e le imprese sociali che svolgono l’attività in collaborazione con i servizi socio-sanitari e gli enti pubblici.
Con D.G.R. n. 15-4452 del 22 dicembre 2016 la Giunta Regionale approvava, fra le altre cose, l’aggiornamento delle tabelle per il calcolo delle giornate lavorative convenzionali annue per il riconoscimento delle qualifiche professionali in agricoltura. La definizione delle 104 giornate lavorative minime trae origine dall’articolo 4 della legge 9/1963, inerente gli aspetti della previdenza sociale in campo agricolo, che recita “sono esclusi dall'assicurazione di malattia di cui alla legge 22 novembre 1954, n. 1136, i coltivatori diretti di fondi la cui lavorazione richieda una prestazione effettiva di mano, d'opera, inferiore alle 104 giornate annue”. Lo stesso valore indicativo è stato ripreso per il calcolo della ampiezza minima aziendale (espressa in giornate convenzionali/anno), che deve essere almeno pari a 104 giornate affinché un soggetto sia riconosciuto imprenditore agricolo professionale ai sensi del D.lgs. n. 99/2004.