Educazione e Formazione

Strumenti, percorsi e iniziative per la crescita delle competenze e la diffusione della cultura agroalimentare.

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Si è conclusa con successo, nelle scorse settimane, la prima edizione del progetto "A scuola di filiere Bio", realizzato dalla Direzione regionale Agricoltura e Cibo in collaborazione con Unioncamere Piemonte, con l’obiettivo di colmare il divario tra i futuri professionisti dell'agricoltura e quelli della ristorazione, promuovendo la conoscenza e il consumo consapevole dei prodotti biologici e sostenibili del territorio. Il cuore pulsante del progetto è una filosofia semplice quanto rivoluzionaria: il cibo è un’unica filiera. La qualità di un piatto non dipende solo dall'abilità dello chef, ma inizia nel campo. Gli studenti degli istituti agrari imparano che le scelte fatte in agricoltura (come l'approccio biologico) influenzano il gusto, la stagionalità e la disponibilità della materia prima. Allo stesso modo, i ragazzi dell’alberghiero scoprono come adattare le loro ricette e la loro creatività ai prodotti che l'azienda agricola offre, valorizzando al massimo ciò che è locale e di stagione. La prima edizione ha visto protagonisti studenti e docenti dell’IIS Prever di Osasco e Pinerolo e dell’IIS Gae Aulenti di Biella, cento futuri professionisti equamente suddivisi tra l’ambito agricolo e quello della ristorazione, con i quali si è lavorato per sviluppare una coscienza critica e sostenibile, capace di influenzare le scelte future sia personali che lavorative. "A scuola di filiere Bio" è l'evoluzione naturale del precedente progetto "Dal campo alla cucina: a scuola di filiere", nato per dimostrare come le azioni in campo si riflettano direttamente sulla qualità in cucina, e come, al contempo, la buona ristorazione debba sapersi adattare ai prodotti che l'azienda agricola può offrire, nel pieno rispetto della stagionalità e delle materie prime non standardizzate. L'obiettivo finale è una cucina sana, varia, sostenibile e capace di valorizzare le eccellenze locali, in linea con le azioni di formazione, educazione e comunicazione della Regione Piemonte.

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Il gioco da tavolo “PAC GAME” nasce da una idea del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria (CREA) in collaborazione con la Rete Rurale Nazionale per educare i giovani e sensibilizzarli sulle sfide e le opportunità del settore agricolo. È destinato principalmente a studenti delle ultime classi di Istituti agrari ed enogastronomici, ma anche ad universitari dei corsi di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari e Scienze Gastronomiche. L’obiettivo? Offrire nozioni pratiche e coinvolgenti di Politica Agricola Comune europea (PAC), in modo che i ragazzi possano apprendere le dinamiche del settore agricolo attraverso un’esperienza ludica. Il gioco diventa così un ponte tra apprendimento tradizionale e innovativo, rendendo tematiche complesse come i finanziamenti agricoli e lo sviluppo rurale non solo comprensibili, ma anche divertenti. In ogni nuova fase della PAC, uno degli aspetti cruciali è la “comunicazione tecnica”, destinata a coloro che potrebbero essere direttamente coinvolti nelle opportunità di finanziamento. Tuttavia, nell’attuale periodo di programmazione 2023-2027, è altrettanto fondamentale che il pubblico più vasto comprenda il valore e i principi della PAC. Qui entra in gioco la “comunicazione divulgativa”, che mira a spiegare, in termini accessibili, le motivazioni e l’impatto di un sistema di finanziamenti così importante per l’agricoltura e le aree rurali. Ma, perché un messaggio comunicativo sia davvero efficace, è necessario che sia focalizzato su uno specifico segmento di target, in modo che il linguaggio scelto, così come i contenuti, siano realmente i più adatti a raggiungere l’obiettivo. In questo contesto si inserisce la strategia di comunicazione adottata dalla Regione Piemonte, che ha scelto di parlare ai giovani, in particolare ai futuri nuovi agricoltori, provando ad esplorare strumenti interattivi e linguaggi innovativi più vicini al loro mondo. Per questi motivi la Regione ha affiancato sin da subito il CREA nella realizzazione del progetto “PAC GAME”, sviluppando una versione personalizzata che tiene conto delle specificità agricole e culturali del territorio piemontese, offrendo agli studenti un'esperienza più vicina alla loro realtà quotidiana. L'adattamento regionale sottolinea l'importanza di comprendere le politiche agricole nel contesto locale, promuovendo anche un legame più forte tra i giovani e il territorio. Ma come si gioca a “PAC GAME”? I giocatori sono divisi in squadre e l’obiettivo finale è quello di creare e gestire un'azienda agricola sostenibile, ricorrendo agli interventi offerti dalla PAC e affrontando le sfide di mercato e le difficoltà dovute ai cambiamenti climatici. All’interno delle squadre ogni giocatore ha un ruolo preciso, ad esempio il tesoriere si occupa del registro aziendale, mentre il commerciale deve trattare con gli altri giocatori per comprare i terreni sulla plancia e il consiglio di amministrazione sceglie quali investimenti attuare sui terreni. Il completamento di ogni giro di plancia corrisponde ad un anno di finanziamenti comunitari ed ha una durata media di circa un’ora e mezza. Il gioco è stato distribuito gratuitamente a tutte le scuole della Rete regionale degli Istituti agrari (RIAP) ed al Dipartimento di Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino. Nel corso dell’anno sono inoltre programmati momenti di animazione territoriale nelle scuole per presentare il gioco e spiegarne le dinamiche ad insegnanti e allievi.

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Quale può essere il contributo delle Accademie alla strategia per la sostenibilità della Regione Piemonte, in particolare riguardo al recupero ed alla valorizzazione degli scarti alimentari e degli avanzi di cibo per la lotta allo spreco alimentare? Se ne è discusso lo scorso 21 marzo presso la Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, nel corso di un evento che ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti delle Accademie di filiera, della Regione Piemonte e del mondo accademico, tra cui Silvana Rasello, Presidente delle Accademie per il Turismo e la Montagna e Agrifood, Giuseppe Zeppa dell'Università degli Studi di Torino e Silvio Barbero, Vicepresidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Le Accademie di filiera sono reti di partenariato stabili ma aperte, composte da agenzie formative accreditate e imprese che partecipano attivamente alla formazione. Sono undici, ognuna specializzata in uno specifico ambito tecnologico o filiera economica e sono finanziate dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. CIOFS - FP PIEMONTE ETS è l'agenzia capofila dell'Accademia Agrifood, nata per lavorare sulla filiera agro-alimentare. Si tratta di veri e propri organismi di formazione che si occupano di riqualificare le persone che già lavorano all'interno di aziende e formare persone non occupate in vista dell’inserimento in azienda. La novità di questo modello è rappresentata dalla stretta connessione con le imprese: l’azienda, infatti, investe il tempo dei suoi tecnici, chiamati a progettare il percorso e a insegnarvi, mettendo a disposizione le proprie tecnologie e attrezzature per attività di laboratorio e mettendosi in gioco in prima persona per attrarre giovani talenti. In definitiva, attraverso la connessione tra il sistema delle imprese ed il sistema educativo e formativo, si arriva a progettare e realizzare percorsi formativi di qualità con un ruolo attivo delle imprese, nei settori ritenuti più strategici per il futuro del Piemonte.

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