Educazione e Formazione

Strumenti, percorsi e iniziative per la crescita delle competenze e la diffusione della cultura agroalimentare.

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Il settore forestale italiano presenta una struttura complessa e frammentata. Solo alcune delle Regioni possiedono un albo delle imprese forestali; in alcune di queste l’iscrizione all’albo è obbligatoria per poter operare in bosco, in altre lo è solo per operare in proprietà pubbliche o ancora per eseguire interventi di una certa entità. A questa variabilità va aggiunto il fatto che possono svolgere attività selvicolturali sia imprese artigiane, sia imprese agricole; la definizione di "imprese forestali" include quindi ambiti imprenditoriali eterogenei, condizione che rende difficile redigere un quadro esaustivo del settore. Il comparto regionale è caratterizzato perlopiù da imprese individuali e piccole realtà (in media con poco meno di 3 addetti) che appartengono all'ambito agricolo-forestale, dell’artigianato o del commercio. I dati resi disponibili dall’albo regionale delle imprese forestali di Regione Piemonte indicano per l’anno 2024 l’operatività sul territorio regionale di 871 imprese con un totale di 4.765 operatori.

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Si è conclusa con successo, nelle scorse settimane, la prima edizione del progetto "A scuola di filiere Bio", realizzato dalla Direzione regionale Agricoltura e Cibo in collaborazione con Unioncamere Piemonte, con l’obiettivo di colmare il divario tra i futuri professionisti dell'agricoltura e quelli della ristorazione, promuovendo la conoscenza e il consumo consapevole dei prodotti biologici e sostenibili del territorio. Il cuore pulsante del progetto è una filosofia semplice quanto rivoluzionaria: il cibo è un’unica filiera. La qualità di un piatto non dipende solo dall'abilità dello chef, ma inizia nel campo. Gli studenti degli istituti agrari imparano che le scelte fatte in agricoltura (come l'approccio biologico) influenzano il gusto, la stagionalità e la disponibilità della materia prima. Allo stesso modo, i ragazzi dell’alberghiero scoprono come adattare le loro ricette e la loro creatività ai prodotti che l'azienda agricola offre, valorizzando al massimo ciò che è locale e di stagione. La prima edizione ha visto protagonisti studenti e docenti dell’IIS Prever di Osasco e Pinerolo e dell’IIS Gae Aulenti di Biella, cento futuri professionisti equamente suddivisi tra l’ambito agricolo e quello della ristorazione, con i quali si è lavorato per sviluppare una coscienza critica e sostenibile, capace di influenzare le scelte future sia personali che lavorative. "A scuola di filiere Bio" è l'evoluzione naturale del precedente progetto "Dal campo alla cucina: a scuola di filiere", nato per dimostrare come le azioni in campo si riflettano direttamente sulla qualità in cucina, e come, al contempo, la buona ristorazione debba sapersi adattare ai prodotti che l'azienda agricola può offrire, nel pieno rispetto della stagionalità e delle materie prime non standardizzate. L'obiettivo finale è una cucina sana, varia, sostenibile e capace di valorizzare le eccellenze locali, in linea con le azioni di formazione, educazione e comunicazione della Regione Piemonte.

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Il gioco da tavolo “PAC GAME” nasce da una idea del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria (CREA) in collaborazione con la Rete Rurale Nazionale per educare i giovani e sensibilizzarli sulle sfide e le opportunità del settore agricolo. È destinato principalmente a studenti delle ultime classi di Istituti agrari ed enogastronomici, ma anche ad universitari dei corsi di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari e Scienze Gastronomiche. L’obiettivo? Offrire nozioni pratiche e coinvolgenti di Politica Agricola Comune europea (PAC), in modo che i ragazzi possano apprendere le dinamiche del settore agricolo attraverso un’esperienza ludica. Il gioco diventa così un ponte tra apprendimento tradizionale e innovativo, rendendo tematiche complesse come i finanziamenti agricoli e lo sviluppo rurale non solo comprensibili, ma anche divertenti. In ogni nuova fase della PAC, uno degli aspetti cruciali è la “comunicazione tecnica”, destinata a coloro che potrebbero essere direttamente coinvolti nelle opportunità di finanziamento. Tuttavia, nell’attuale periodo di programmazione 2023-2027, è altrettanto fondamentale che il pubblico più vasto comprenda il valore e i principi della PAC. Qui entra in gioco la “comunicazione divulgativa”, che mira a spiegare, in termini accessibili, le motivazioni e l’impatto di un sistema di finanziamenti così importante per l’agricoltura e le aree rurali. Ma, perché un messaggio comunicativo sia davvero efficace, è necessario che sia focalizzato su uno specifico segmento di target, in modo che il linguaggio scelto, così come i contenuti, siano realmente i più adatti a raggiungere l’obiettivo. In questo contesto si inserisce la strategia di comunicazione adottata dalla Regione Piemonte, che ha scelto di parlare ai giovani, in particolare ai futuri nuovi agricoltori, provando ad esplorare strumenti interattivi e linguaggi innovativi più vicini al loro mondo. Per questi motivi la Regione ha affiancato sin da subito il CREA nella realizzazione del progetto “PAC GAME”, sviluppando una versione personalizzata che tiene conto delle specificità agricole e culturali del territorio piemontese, offrendo agli studenti un'esperienza più vicina alla loro realtà quotidiana. L'adattamento regionale sottolinea l'importanza di comprendere le politiche agricole nel contesto locale, promuovendo anche un legame più forte tra i giovani e il territorio. Ma come si gioca a “PAC GAME”? I giocatori sono divisi in squadre e l’obiettivo finale è quello di creare e gestire un'azienda agricola sostenibile, ricorrendo agli interventi offerti dalla PAC e affrontando le sfide di mercato e le difficoltà dovute ai cambiamenti climatici. All’interno delle squadre ogni giocatore ha un ruolo preciso, ad esempio il tesoriere si occupa del registro aziendale, mentre il commerciale deve trattare con gli altri giocatori per comprare i terreni sulla plancia e il consiglio di amministrazione sceglie quali investimenti attuare sui terreni. Il completamento di ogni giro di plancia corrisponde ad un anno di finanziamenti comunitari ed ha una durata media di circa un’ora e mezza. Il gioco è stato distribuito gratuitamente a tutte le scuole della Rete regionale degli Istituti agrari (RIAP) ed al Dipartimento di Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino. Nel corso dell’anno sono inoltre programmati momenti di animazione territoriale nelle scuole per presentare il gioco e spiegarne le dinamiche ad insegnanti e allievi.

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