Sostenibilità e Innovazione

Soluzioni, tecnologie e progetti che guidano la transizione ecologica e digitale del settore rurale.

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L’agroforestazione, coltivazione di alberi associata a colture agrarie o al pascolo di animali, era un elemento costitutivo del paesaggio rurale italiano fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, quando i cambiamenti socio-economici hanno separato seminativi, vigneti e allevamenti dalle foreste; separazione accentuata con la cosiddetta “rivoluzione verde”, che ha privilegiato monocolture, meccanizzazione e coltivazione su grandi estensioni, facilitate dall’eliminazione degli alberi, soprattutto in pianura, ma anche nelle aree della viticoltura di pregio. Dal confronto tra la Carta forestale 2016 (IPLA – Regione Piemonte) con l’analoga cartografia dei Piani Forestali Territoriali redatta nel 2000, la rete di filari e siepi campestri di pianura è risultata purtroppo ancora in diminuzione, nonostante le prescrizioni di mantenimento della condizionalità e le azioni dello sviluppo rurale relative alla ricostituzione degli elementi naturaliformi dell'agroecosistema promosse con continuità dalla Regione. Nel 2016 nella pianura piemontese risultavano presenti 7.200 km di filari e siepi campestri, con una media (a fronte del 100 m/ha presenti a metà del ‘900) di circa 8 metri per ettaro di superficie agricola, densità ben inferiore a quella che garantirebbe una minima funzionalità ecologica, stimata in 25 m/ha. Ciò premesso, l’agroforestazione è entrata da alcuni anni in una fase di riscoperta, anche da parte dell’Unione Europea, con i regolamenti per lo sviluppo rurale attuati a partire dal periodo 2007-2013. In effetti, i sistemi agroforestali sembrano rispondere a molti degli obiettivi delle politiche di sviluppo rurale in un contesto di agricoltura sostenibile: diversificazione produttiva (peraltro con un aumento di produzione per unità di superficie), riduzione degli input (energia, acqua, fitofarmaci, ecc.), tutela della biodiversità e della fertilità del suolo, assorbimento di anidride carbonica e contrasto al riscaldamento globale, miglioramento del paesaggio rurale.

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L’innovazione tecnologica e la capacità di adeguarsi alla velocità evolutiva dei sistemi operativi sono delle grandi sfide a cui deve saper rispondere la moderna azienda agricola. Poiché la trasformazione è già in atto, è importante che le aziende siano preparate. Lo stesso vale anche per tutte le figure professionali che gravitano intorno alla figura dell’imprenditore agricolo per ogni tipo di consulenza. Uno degli strumenti in più rapida diffusione è rappresentato dall’applicativo QGIS (Geographic Information System). Precedentemente noto come Quantum GIS, è un’applicazione desktop libera e open source che permette di visualizzare, organizzare, analizzare e rappresentare dati spaziali. Si tratta del software GIS open source più diffuso al mondo, mantenuto da una comunità di sviluppatori che pubblicano una nuova versione ogni 4 mesi circa e una Long Time Release (LTR) ogni anno secondo la programmazione del progetto, con interfaccia tradotta in 48 lingue. QGIS è un software GIS, che permette di elaborare dati spaziali e di generare cartografia, supportando sia dati vettoriali che raster oltre che i principali database spaziali. L’origine dell’applicazione è alquanto recente, essendo frutto di un’intuizione di Gary Sherman che, nel 2002, ha implementato un semplice visualizzatore di dati, evolutosi in pochi anni fino al rilascio della versione 1.0 nel 2007 e la successiva 2.0 nel 2013, evento in cui il nome è cambiato in QGIS. La versione più aggiornata, su cui oggi stiamo operando, è stata rilasciata il 12 settembre 2025. In Italia esiste la comunità di utenti e sviluppatori, QGIS Italia, che fornisce assistenza agli utenti tramite la mailing list, la pagina Facebook e il canale Telegram, organizzando inoltre ogni anno eventi come i Contributors Meeting, i QGIS Day e un Summer Camp, con l'obiettivo di diffondere la cultura del software geografico libero in Italia. Dal punto di vista operativo, si osserva innanzitutto che (con una rapida panoramica applicativa) QGIS permette di far confluire dati provenienti da diverse fonti in un unico progetto di analisi territoriale. I dati, organizzati in Layers (strati o livelli tematici), possono essere analizzati e utilizzati per generare mappe personalizzabili. La simbologia e la rappresentazione grafica della mappa possono essere adattate dall'utente ed eventualmente rispondere alle analisi tipiche del GIS - gradazione e sfumatura di colore, valore unico e altre operazioni di editing. La mappa può inoltre essere arricchita da icone e da etichette derivanti dagli attributi degli elementi cartografici. Sistemi particolari permettono altresì di gestire operazioni ripetitive sui dati e gli stessi possono essere riproiettati dinamicamente. Una ulteriore funzionalità del software consente la visualizzazione, l’integrazione e la sovrapposizione di diversi dati geografici provenienti da molteplici fonti, tra cui mappe catastali, ortofoto, cartografia tecnica e domande grafiche. Grazie alla capacità di gestire tali diversi livelli informativi, QGIS è un ottimo strumento che consente di avere una visione completa del contesto territoriale analizzato. Inoltre non permette soltanto la visualizzazione dei dati e le operazioni fin qui descritte, ma offre strumenti avanzati per l’editing, ovvero la possibilità di creare e/o modificare elementi spaziali sotto forma di poligoni, linee o punti. A ciascuno di questi oggetti può essere associato un set di attributi descrittivi quali report fotografici, informazioni su proprietario e conduttore del terreno, calcoli della superficie, data del sopralluogo in campo, note del controllore e svariati altri dati specifici.

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Il monitoraggio regionale e la situazione pregressa Il monitoraggio regionale dei prodotti fitosanitari è articolato in cicli sessennali ai sensi della Direttiva Quadro sulle Acque - DQA (Dir. 2000/60/CE) e si basa su due differenti reti di campionamento gestite da ARPA Piemonte, una rappresentativa dei corpi idrici superficiali (fiumi e laghi) e una dei corpi idrici sotterranei (prima falda e falde profonde). Nell’area risicola sono presenti circa 25 stazioni per i corpi idrici superficiali, nelle quali il campionamento avviene mensilmente, e circa 140 stazioni per le acque sotterranee, nelle quali il campionamento viene effettuato con frequenza semestrale (primavera e autunno). I prodotti fitosanitari monitorati per ognuno di questi punti sono oltre 100. Gli esiti del sessennio di monitoraggio 2014-2019 hanno evidenziato una situazione di contaminazione delle acque da prodotti fitosanitari nell’areale risicolo superiore a quella osservata nel resto del territorio regionale. La stessa situazione è stata messa in evidenza anche nelle valutazioni della contaminazione su tutto il territorio piemontese condotta da Arpa Piemonte nel 2022. La situazione evidenziata da ARPA ha portato alla definizione di Nuove Aree Specifiche (designate con DCR 258-25537 del 22 dicembre 2022) e alla definizione di misure di Tutela per 15 sostanze attive, due delle quali, Bentazone e Azoxystrobina, di particolare interesse per i territori risicoli.

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