25/02/2020

Come funziona il lavoro di assegnazioni e controlli che consente agli utenti di prelevare i quantitativi necessari per le operazioni colturali, gli allevamenti e le trasformazione dei prodotti.

24/02/2020

Nell'ambito del PSR 2014-2020, La Direzione Agricoltura ha avviato un progetto di comunicazione, informazione e animazione rivolto agli Istituti agrari e agli studenti dell’Università di Agraria.

28/01/2020

Nel 2019, i campi del Podere Pignatelli hanno ospitato le prove dimostrative delle più importanti aziende sementiere: ecco l'analisi i dati produttivi che ne sono scaturiti e dei progressi compiuti dalla sperimentazione nel settore maidicolo

15/01/2020

A causa di condizioni meteorologiche avverse, il 2019 è stata un’annata negativa per l’apicoltura regionale e nazionale: quali le misure messe in campo da Regione Piemonte e le opinione dei rappresentanti del settore.

02/12/2019

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03/10/2019

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23/08/2019

È il momento adatto per mettere a fuoco i primi risultati ottenuti dal PSR ed evidenziare le possibili criticità alle quali è possibile porre rimedio nella seconda fase del percorso attuativo

13/08/2019

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29/07/2019

Tornano d’attualità i temi della qualità e quantità delle acque irrigue, in particolare in occasione di momenti di forte siccità come quello dello scorso inverno. Ne parliamo con l'ing. Luca Bussandri, Direttore dell’Associazione di Irrigazione Ovest Sesia di Vercelli.

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Vinitaly 2019

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La Regione Piemonte ha partecipato al Vinitaly 2019 con un allestimento creato i...

La transumanza

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Fotografia tratta dal concorso "Ri-scatti della terra" promosso da Regione Piemo...

I servizi ecosistemici: un beneficio comune

 

a cura di Chiara Margherita Spadetti, Regione Piemonte - Direzione Agricoltura

Nell'ambito del PSR 2014-2020, è stato aperto, tra il 22 febbraio ed il 25 maggio 2018, il bando relativo all'operazione 4.4.1 – Elementi naturaliformi dell’agroecosistema, destinato a finanziare al 100%, con un importo complessivo di 1.200.000 euro di spesa pubblica, l'impianto di formazioni arbustive e arboree, la realizzazione o il ripristino di aree umide, l'installazione di cassette nido e bat box e la realizzazione di strutture per la fruizione pubblica in aree protette o in siti della rete Natura 2000.

Alla chiusura del bando risultano trasmette 87 domande per un importo complessivo di oltre 4,4 milioni di euro. Rispetto alle tipologie di interventi ammissibili a finanziamento, la parte preponderante degli investimenti richiesti (1,9 milioni circa) riguarda l'impianto di formazioni arbustive e arboree (51% degli interventi); 1,7 milioni circa (21%) riguarda la realizzazione o il ripristino di aree umide mentre per la realizzazione di strutture per la fauna selvatica e per la fruizione pubblica in aree protette rappresentano ciascuna il 13% del totale degli interventi.

Per la progettazione della maggior parte degli interventi finanziabili dall'operazione è stata richiesta la consulenza di professionisti qualificati, al fine di ottimizzare l'efficacia degli investimenti nel contrastare la perdita di biodiversità e il deterioramento del paesaggio causati dalla frammentazione degli habitat e dalla semplificazione del territorio rurale dovuti all'agricoltura intensiva.

Le diverse tipologie di intervento previste nell'ambito dell'operazione 4.4.1 mirano in maniera sinergica ad un generale incremento della complessità degli habitat, delle connessioni ecologiche e, di conseguenza, delle comunità biotiche del territorio rurale: l'installazione di nidi artificiali in zone in cui scarseggiano siti naturali idonei alla riproduzione risulta tanto più efficace quanto più l'ambiente circostante presenterà nel tempo le caratteristiche di un mosaico, con aree umide interconnesse a formazioni arboreo-arbustive lineari, che a loro volta collegano boschetti inframmezzati agli ambienti aperti dei coltivi.

E' così che l'agroambiente può beneficiare di efficaci servizi ecosistemici: è il caso della funzione di protezione dall'erosione e dall'inquinamento che le fasce tampone arboreo-arbustive impiantate lungo gli argini svolgono nei confronti dei corsi d'acqua, del miglioramento del paesaggio, oppure della lotta agli insetti nocivi cui concorrono predatori come anfibi, uccelli e pipistrelli.

Proprio questi ultimi, e la loro funzione di controllo su specie potenzialmente dannose per le coltivazioni, sono al centro del progetto YES!BAT che presentiamo qui di seguito: pur non essendo un progetto finanziato dal PSR, risponde alle medesime finalità e può essere considerato esemplificativo di questa tipologia di interventi.

YES!BAT: sì ai pipistrelli

a cura di Laura Garzoli, Stazione Teriologica Piemontese CNR-ISE Verbania Pallanza

Nel 2015 i leader mondiali di 193 paesi hanno adottato l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che indica il nuovo quadro di sviluppo globale e stabilisce 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Il patto impegna le nazioni ad adottare e finanziare azioni per conseguire tali obiettivi: in agricoltura ne deriva l’esigenza di individuare strategie innovative che supportino la produzione, salvaguardando le rese e, allo stesso tempo, la biodiversità. Va in questa direzione il progetto “YES!BAT Sustainable rice fields say YES! to bats”, sviluppato in collaborazione con Angela Boggero (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi CNR-ISE), Elena Patriarca, Laura Garzoli e Paolo Debernardi (Stazione Teriologica Piemontese), e finanziato da Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (https://www.barillacfn.com/it/bcfnyes/2017/).

L’idea alla base del progetto è che ciò che serve per un’agricoltura più sostenibile già esiste, ma è stato ignorato o, peggio, maltrattato: è il potere della biodiversità di aiutare la produzione agricola. Per questo, YES!BAT promuove una strategia per contrastare gli insetti dannosi alle colture che si avvantaggia dei cosiddetti servizi ecosistemici (benefici forniti dagli ecosistemi all’uomo), nella fattispecie di quelli connessi all’attività di foraggiamento dei chirotteri (pipistrelli) in risaia. Nelle notti di attività, i pipistrelli cacciano infatti una grande quantità di prede, che può arrivare a superare, in peso, un terzo della massa corporea degli esemplari. Fra tali prede ci sono specie dannose alle coltivazioni, comprese quelle risicole.

BAT BOX: work in progress

Per il progetto sono state realizzate 60 bat box, rifugi artificiali progettati per “incoraggiare” la presenza di pipistrelli in aree dove scarseggiano o mancano i rifugi naturali. Le bat box possono ospitare specie diverse di chirotteri fessuricoli, ovvero che utilizzano rifugi di piccolo volume per trascorrere le fasi di riposo. Solitamente tali pipistrelli si insediano in cavità arboree, fessure di pareti rocciose o interstizi di edifici, ma tali opportunità di rifugio mancano nelle risaie e in altre aree ad agricoltura intensiva. L’utilizzo delle bat box consente di incrementare il numero dei pipistrelli che di notte cacciano sopra i campi di riso.

Le bat box sono state installate a febbraio in tre aziende risicole pilota del novarese (Azienda Depaoli, Cascina Canta, Riso Preciso) e verranno ispezionate periodicamente. Per valutarne il successo di occupazione, saranno inoltre effettuati rilievi acustici: con l’ausilio di bat detector – strumenti che consentono di captare e registrare i suoni e gli ultrasuoni che i pipistrelli emettono durante l’attività – si caratterizzerà la complessiva chirotterofauna che frequenta le aree studiate.

Pipistrelli "spia" di entomo-pesti emergenti

Il progetto proseguirà con l’analisi microscopica e genetica del guano raccolto nelle bat box, che consentirà di indagare la dieta e, nello specifico, l’azione di controllo esercitata dai pipistrelli su insetti e altri invertebrati. Verrà anche analizzata la possibilità di ricorrere all’abilità predatoria dei pipistrelli per rilevare precocemente la presenza di entomo-pesti emergenti, cioè di nuovi insetti alloctoni dannosi per le colture, con la finalità di agevolare azioni tempestive e mirate per contrastarne la diffusione. La dieta verrà studiata in collaborazione con Diego Fontaneto (CNR-ISE) e Matteo Montagna (Università di Milano).

Non solo BATBOX

In linea con gli obiettivi del Piano di Sviluppo Rurale PSR e del Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitofarmaci, YES!BAT propone quindi di diminuire l’uso di sostanze chimiche che inquinano l’ambiente, ricorrendo ai pipistrelli quali “insetticidi naturali”. Le ricadute del progetto saranno vantaggiose per più stakeholders: per gli agricoltori (risparmio di denaro, minori spese per i trattamenti, rese migliori in gestione organica), per i consumatori (cibo più sano e minori rischi per la salute) e per l’ambiente (tutela della biodiversità, minor inquinamento di acqua e suolo).

Le bat box rappresentano però soluzioni parziali e transitorie. Per questo, nell’ambito del progetto è prevista la realizzazione di un documento di “buone pratiche”, liberamente disponibile, volto a illustrare tecniche di miglioramento ambientale per favorire la presenza dei pipistrelli a lungo termine, nonché, più in generale, la conservazione della flora e della fauna (obiettivo 15 di sostenibilità delle Nazioni Unite: proteggere la vita sulla Terra).

Entomopesti e pipistrelli in cifre

Purtroppo molte specie di chirotteri versano oggi in precario stato di conservazione. Sebbene molti vedano il declino dei pipistrelli come qualcosa di interesse meramente scientifico, le conseguenze di tale fenomeno possono essere sostanziali anche sotto il profilo economico. Il 50% delle specie di insetti oggi considerate pest (nocive) è diventato tale solo perché i pesticidi hanno ucciso i loro predatori naturali (Culliney, 2014). Si stima inoltre che, dal 1940 in poi, tra 500 e 1000 specie di insetti e di malerbe abbiano sviluppato resistenza ai pesticidi. (Tuttle, 2017). Libere dai loro predatori naturali e resistenti ai trattamenti, sono diventate l’incubo di ogni agricoltore: a livello globale le perdite di raccolto a causa di artropodi erbivori si attestano intorno al 10% della produzione (Oerke, 2006).I pipistrelli sono tra i più importati predatori di insetti parassiti di interesse agrario: solo negli Stati Uniti, è stato stimato che proteggano le coltivazioni consentendo agli agricoltori di risparmiare (riducendo i trattamenti) circa 23 miliardi di dollari l’anno (Boyles et al., 2011). Per quanto riguarda l’Europa, in Portogallo, un recente studio ha dimostrato che il miniottero comune (Miniopterus schreibersii) preda 44 specie parassite, responsabili di danni a diverse produzioni, comprese quella cerealicola (Agrotis segetum), quella ortofrutticola (Prays citri), la silvicoltura (Thaumetopoea pityocampa) e l’apicoltura (Galleria mellonella). In Spagna, il pipistrello nano (Pipistrellus pygmaeus) che colonizza le bat box, controllando le popolazioni di piralide del riso (Chilo suppressalis), fa risparmiare ai risicoltori circa 21€ per ettaro (Puig-Monserrat et al., 2015).

E in Italia? Finora l’attenzione dedicata dagli studiosi agli effetti dell’attività di predazione dei pipistrelli sull’agricoltura è stata marginale. Eppure l’argomento è rilevante e ci si attende che lo diventi ancora di più a causa dell’arrivo di nuove specie dannose, estranee alla nostra fauna (le cosiddette specie alloctone o, secondo la terminologia inglese, aliene). Tra i parassiti che i chirotteri potrebbero controllare ci sono specie fortunatamente ancora poco note ai risicoltori italiani, tra le quali ditteri esotici come Chironomus tepperi e C. sylvestris, che causano estese perdite durante la germinazione delle colture, o come Polypedilum nubifer, specie afrotropicale che danneggia radici e foglie. É possibile inoltre che vengano predate anche specie che colpiscono il settore ortofrutticolo, come il coleottero giapponese Popilia japonica, il moscerino asiatico Drosophila suzukii e la cimice asiatica Halyomorpha halys (Riccucci e Maistrello, 2016).

Per maggiori informazioni: www.yesbat.it